STORIA

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La Società Sportiva Nola, conosciuta semplicemente con il nome di Nola è la principale società calcistica di Nola. Ha conosciuto il suo apice a metà degli anni ’90, soprattutto con il settore giovanile (conquistando lo Scudetto Berretti nel 1993-94 e Allievi nel 1995-96); la prima squadra raggiunse il sesto posto di C1 nella stagione 1994-95, sfiorando i play-off. È stata dichiarata fallita nell’estate del 1996.

Da allora quattro diverse società ne hanno raccolto l’eredità (per altro solo ufficiosamente, non essendoci continuità con la vecchia società). La prima rifondazione è avvenuta nel 1996 con la società Nuova Virtus che, nel corso di 7 anni di attività e attraverso vari cambi di denominazione, ha militato per cinque anni in Eccellenza e per due in Serie D, conquistando, tra l’altro, la Coppa Italia Dilettanti nel 2001.

Dopo la vendita del titolo alla Juve Stabia nel 2002, nel mese di Agosto dello stesso anno, da un gruppo di tifosi, fu fondato loSporting Nola che venne iscritto al campionato di Terza Categoria. Nel 2004 è stata fondata un’altra società, la Boys Nola (in seguito rinominata Atletico Nola) che, partendo dalla Seconda Categoria, è arrivata in tre anni all’Eccellenza, per poi vincere tale campionato nella stagione 2009-10. Dopo una fallimentare stagione di Serie D, il titolo di questa società è stato venduto ad un club di San Giorgio a Cremano nell’estate del 2011.

Nella stagione 2011-12 la prima squadra di Nola, il Nuvla San Felice, è stata fondata nel giugno del 2011 con la fusione tra la Capriatese e una scuola calcio di San Felice a Cancello. L’anno seguente viene fondata la Real SM Hyria Nola, società che ha acquistato il titolo della Turris, che nella stagione 2012-2013 ha frequentato il campionato di Serie D.

Nel 2014 la società dello Sporting Nola cambia denominazione tornando alla vecchia denominazione S.S. Nola 1925.

Come tutto ebbe inizio…

La prima fondazione avvenne nel 1925 come U.S. Nola (nome successivamente modificato in S.S. Nola) e terminò con il fallimento nel 1996; la prima rifondazione (con i nomi di Calcio Virtus Nola 1925, Sanità Nola e Comprensorio Nola) risale al 1996 con l’acquisto di un titolo di Eccellenza e terminò nel 2002 con la vendita del titolo sportivo alla Juve Stabia.

La seconda rifondazione con il nome di Sporting Nola avviene nel 2002, con partenza in Terza Categoria (oggi il club milita in Promozione).

La terza rifondazione (con i nomi di Boys Nola e Atletico Nola dal 2007) avviene nel 2004, con partenza in Seconda Categoria, e finisce con la vendita del titolo ad una squadra di San Giorgio a Cremano.

Poi nel 2011 c’è l’ennesima rifondazione, nasce il G.S.D. Nuvla San Felice.

Poi ancora nel 2012 avviene un’altra rifondazione, nasce l’Hyria Nola.

La prima fondazione

Dal 1910 al 1945

Le prime notizie di squadre calcistiche a Nola si hanno a partire dai primi anni ’10 del ventesimo secolo: le prime squadre di cui i giornali dell’epoca parlano sono il Libertas Nola e lo Sporting Club Nola, mentre alcuni testi parlano di una società chiamata Aquilas attiva già nel 1910. Si hanno notizie certe anche di una formazione chiamata Nolana grazie al giornale Risorgimento Nocerino che riporta una gara contro la Nocerina.

L’attività calcistica a Nola ha una lunga pausa a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale: solo nel 1922 nasce l’Unione Sportiva Nola che disputa il campionato di Terza Categoria. L’Unione Sportiva Nola cambia nome già ad ottobre dello stesso anno divenendo Pro Nola e con questo nome partecipa ai tornei federali fino al 1924. Nel gennaio del 1925 nasce ufficialmente il Nola F.B.C.: tale società sopravvive solo per un anno, chiudendo per fallimento il 26 febbraio 1926. Si tratta, però, di un fallimento pilotato per sfuggire ai debiti con la FIGC: immediatamente rinasce l’Unione Studentesca Nola, che mantiene gli stessi calciatori della precedente società. In seguito a questo episodio, il Nola decide di iscriversi al Campionato ULIC. Nella stagione 1928 il Nola (che nel frattempo aveva riassunto la denominazione di Nola FBC) disputò un campionato prodigioso: vinse prima il Girone Casertano e poi il Girone Campano, qualificandosi alla Finale Italia Meridionale contro il Palermo. I nolani vinsero per 6-1 qualificandosi alla Finale Centro-Meridionale contro la Virtus Roma, Campione dell’Italia Centrale, la cui vincente avrebbe affrontato per il titolo il Campione del Nord. Il Nola vinse la partita sul campo per 2-0 ma il giudice sportivo lo farà perdere a tavolino per la posizione irregolare di un suo giocatore, Spiltzer (che, in quanto svizzero, non poteva partecipare al campionato ULIC).

Dopo una fugace apparizione in Prima Divisione nel 1928-29, nei successivi anni prima della guerra partecipò ai campionati di II e III Divisione Campana, vincendo consecutivamente il campionato di III Divisione nel 1933-’34 e quello di II nel 1934-’35.

Il secondo dopoguerra

Inattivo durante il secondo conflitto mondiale, riappare nel 1945-46 quando, al termine delle finali regionali del campionato di Prima Divisione, approda alla Serie C. Nonostante la salvezza conquistata 1946-47, il Nola l’anno successivo rinuncia alla Serie C per difficoltà economiche; dopo un anno di attività giovanile, riparte dalla Seconda Divisione ottenendo la promozione nel giro di due stagione la Prima Divisione, dove militerà fino alla stagione 1954-55.

Dagli anni ’50 agli anni ’70

Dal 1952-’53 disputa il campionato di Prima Divisione campana (sesto livello del campionato italiano) per tre anni consecutivi, arrivandolo a vincere nel 1954-’55, approdando così inPromozione campana. Dopo il primo anno di assestamento il Nola vince il Girone B nel 1956-’57, arrivano in IV Serie (all’epoca campionato interregionale semiprofessionistico). Dopo quattro anni nel massimo campionato dilettantistico, il Nola retrocesse al termine della stagione 1960-61; fino alla stagione 1962-’63 militò nel campionato campano di Promozione.

Negli anni successivi si hanno scarse notizie del Nola; dopo una serie di retrocessioni riappare in Promozione solo nel 1969-’70. Dopo 5 anni di permanenza vince il campionato 1973-’74, ottenendo la promozione in Serie D. È l’inizio di una lunga permanenza nella categoria da segnalare il conferimento della stella per i 50 anni di attività, conferita dalla FIGCnel 1975. Tale stella appariva nello stemma del Nola, fino alla scomparsa avvenuta alla fine degli anni novanta del XX secolo.

L’arrivo tra i professionisti

Dal 1974-’75 il Nola milita stabilmente in Serie D, disputando, nella maggior parte dei casi, dei campionati di classifica medio-bassa; da segnalare il cambio di denominazione da US Nola a Società Sportiva Nola. Le cose cambiano con il campionato 1983-’84, quando il Nola, dopo una lunga rimonta, finisce il campionato in seconda posizione. L’anno dopo il Nola è lanciatissimo, rimanendo a lungo imbattuto e quasi certo vincitore del campionato; ma a 10 giornate dalla fine comincia un’incredibile inversione di tendenza. Dopo aver battuto la seconda in classifica (il Giugliano), il Nola incappa in una serie di sconfitte esterne che, unite alla serie interminabile di vittorie del Giugliano, costano ai bianconeri la vittoria del campionato.

La promozione arriverà lo stesso a causa della rinuncia del Giugliano (sommerso dai debiti) ad iscriversi al campionati di serie C2; lo stesso Giugliano sarà definitivamente estromesso dai campionati con l’accusa di aver dato premi alle squadre avversarie del Nola.

Dalla Serie C2 alla Serie C1

Appena arrivato nella Serie C2, il Nola sfiora la promozione in Serie C1, finendo terza dietro le promosse Nocerina e Reggina. Gli anni successivi sono meno pregni di soddisfazioni per i colori bianconeri, ma il Nola conclude sempre il campionato con salvezze e posizioni di metà classifica.

Nel 1989-90 arriva la storica promozione in Serie C1: dopo un campionato condotta in testa insieme alla Battipagliese il Nola ottiene la Serie C1 con una giornata di anticipo, concludendo in seconda posizione e distanziando di tre punti il Frosinone.

Dalla Serie C1 al fallimento

In Serie C1 i bianconeri hanno sempre faticato a raggiungere la salvezza: già nel primo anno sono costretti allo spareggio con il Catanzaro, disputato a Lecce e per altro perso; la squadra ugualmente conserverà la categoria grazie alla retrocessione dello stesso Catanzaro, penalizzato di tre punti per illecito sportivo.

Al secondo anno di Serie C1, con Franco Varrella allenatore, la squadra arriva decima, segnando per altro un record per il calcio nolano: subisce solo due reti in 17 incontri casalinghi (per altro entrambi nella stessa partita: lo 0-2 contro l’Ischia). Anche l’anno successivo la salvezza arrivò solo nelle ultime giornate, mentre nel 1993-94 fu ripescata dopo aver perso i play-out contro il Siracusa. Nel frattempo, però, si afferma ai massimi livelli grazie al settore giovanile con il quale vince diversi titoli nazionali sia nella categoria Allievi che Beretti, tanto da meritare l’invito al Torneo di Viareggio sia nel 1995 che nel 1996. Da quel settore giovanile verranno fuori giocatori come Felice Foglia, Vincenzo Sommese,Francesco Tavano e Antonio Bocchetti.

Proprio la stagione 1994-95 rappresenta il punto più alto della storia del calcio nolano; oltre alla partecipazione al torneo di Viareggio (dove per altro fu rocambolescamente eliminato dal Milan al primo turno), infatti, la prima squadra, puntando sui tanti giovani del vivaio, arriva ai primi posti in classifica, rimanendo a lungo seconda e tra le prime cinque per tutto il campionato. Proprio all’ultima giornata il pareggio a Casarano costa al Nola l’accesso ai play-off a vantaggio del Siracusa (per altro scomparso per problemi finanziari di lì a pochi giorni).

L’anno successivo è quello della definitiva retrocessione e del successivo fallimento: la squadra finisce terz’ultima, andandosi a giocare i play-out contro la Juve Stabia; nonostante il 2-0 dell’andata il Nola subisce un clamoroso 0-3 a Castellammare di Stabia; alla retrocessione segue il fallimento per debiti.

Le successive rifondazioni

Dalla rinascita alla vendita del titolo

Nel 1996 un gruppo di imprenditori nolani fece immediatamente ripartire il Nola dall’Eccellenza acquisendo il titolo di una squadra di Castel San Giorgio, rinominandola Associazione Calcio Nuova Virtus (ufficiosamente conosciuto come Virtus Nola 1925). Dopo un anno a centro classifica in Eccellenza (sesto posto finale) i dirigenti acquistano per 300 milioni di lire il titolo sportivo del Sanità Napoli, militante in Serie D (allora denominata Campionato Nazionale Dilettanti) partecipando al successivo campionato come Sanità Nola, lastagione si concluse, però con un quart’ultimo posto e l’immediata retrocessione in Eccellenza. Dopo tre anni in Eccellenza (vissuti nelle prime posizioni in classifica), nel campionato2000-01 il Nola (denominato Associazione Calcio Comprensorio Vesuvio Nola dalla stagione 1998-99) vince la Coppa Italia Campana e poi quella nazionale (battendo la Caratese 2-1 nella finale di Figline Valdarno) di Eccellenza e Promozione, conquistando, così, la promozione diretta in Serie D.

L’anno successivo la squadra si salva con una giornata di anticipo, nonostante due sconfitte a tavolino (contro Terzigno e Matera), ma il titolo sportivo viene ceduto alla Juve Stabia(che all’epoca era scomparsa dal panorama nazionale).

Sporting Nola

Vista l’assenza di squadre nolane, un gruppo di ultras ed affezionati nel 2002 riparte dalla Terza Categoria con una nuova società, lo Sporting Nola. Nell’annata 2013-2014 lo Sporting Nola diventa la prima squadra cittadina, perché l’Hyria Nola cede il titolo sportivo al Vico Equense, e gioca per la prima volta nel campionato di Promozione da neopromosso.

Dal Boys Nola all’Atletico Nola

Nel 2004 nasce il Boys Nola che, acquisendo il titolo di una società di Seconda Categoria comincia dal penultimo livello calcistico in Italia. Vince agevolmente questo campionato nel2004-05 (29 vittorie e un pareggio in 30 partite) e quello 2005-06 di Prima Categoria (10 punti di vantaggio sulla seconda), passando così in Promozione.

In questa serie vi resta un solo anno, classificandosi terzo, perché grazie alla fusione con l’Atletico, società d’Eccellenza, nella stagione 2007-08 approda in questo campionato, cambiando denominazione in Atletico Nola. Nei due anni successivi l’Atletico partecipa ad alti livelli al campionato campano di Eccellenza, mancando la promozione in serie D sempre ai play-off (il primo anno a quelli regionali, il secondo a quelli nazionali). Nella stagione 2009/10, alla terza partecipazione consecutiva, l’A.S.D. Atletico Nola 1925 partecipa al Campionato d’Eccellenza Campana girone A vincendolo ed approda così alla serie D campionato nazionale della Lega Nazionale Dilettanti e tornando così di nuovo alla ribalta nazionale.

Qui, però, a causa di problemi societari, la squadra viene fatta e disfatta più volte, con un andirivieni continuo di calciatori e tecnici (più di dieci nel solo girone d’andata); il campionato viene comunque portato a termine pro forma, con la squadra che, dalla decima giornata in poi, perde tutte le partite tranne una, retrocedendo in Eccellenza con molte giornate di anticipo.

A fine stagione il titolo è ufficiosamente passato ad una squadra di San Giorgio a Cremano, fino al 2010-2011 nota come Atletico Vesuvio: l’Atletico Nola è quindi regolarmente iscritto al campionato di Eccellenza Campania 2011-12; dal 2012-2013 riassunse la denominazione di Atletico Vesuvio.

Nuvla San Felice

Nel giugno 2011 l’imprenditore stabiese Giuseppe Giugliano decide investire nel calcio a Nola, acquisendo il titolo di Serie D della Capriatese (squadra di Capriati a Volturno) e la fonde con una scuola calcio di San Felice a Cancello, dando luogo al Nuvla San Felice che ha militato in Serie D. L’operazione è stata possibile perché Capriati e San Felice sono entrambe della provincia di Caserta e quest’ultima confina con il territorio comunale di Nola. Al termine della stagione di esordio, condotta ai vertici e termina al 6º posto, ai margini della zona play-off (anche per la rinuncia a partecipare alla penultima gara contro il Palazzolo per protesta contro il sindaco Geremia Biancardi che si dimostra ostile alla società ) arriva la notizia che il Patron Giugliano affida il Nuvla in mano ad un commissario, Roberto Ucci, che fissa una data in cui si poteva presentare una richiesta per investire nella società. Il 5 luglio 2012, Giugliano cede il titolo alla squadra casertana del Gladiator: nasce così il San Felice Gladiator.

Hyria Nola

Il 12 luglio 2012 si ha la notizia che, Rosario Gaglione, presidente della Turris di Torre del Greco, porta il titolo di Serie D della squadra corallina a Nola, formando così l’ Hyria Nola[16]. Nella stagione 2012-13 il Nola ha affrontato il girone G campano-sardo-laziale, mentre nella Coppa Italia di categoria ha perso al primo turno ai rigori contro l’Isernia. All’8ª giornata viene esonerato il mister Stefano Liquidato che verrà rimpiazzato da Bruno Mandragora. Termina il campionato al 15º posto in graduatoria, a pari punti con il Selargius. Si è salvato ai play-out contro l’Anziolavinio vincendo in casa 3-1 (partita disputatasi allo stadio Iannello di Frattamaggiore per inagibilità dello Sporting) e pareggiando 2-2 ad Anzio.

Il 12 luglio Gaglione comunica di aver ceduto il titolo sportivo allo Stasia Soccer, chiudendo dopo un solo anno l’avventura dell’Hyria. Successivamente, nel mese di agosto lo stesso Gaglione comunica l’intenzione di spostare il titolo a Vico Equense, mantenendo solo formalmente il nome di “Hyria”.

S.S. NOLA 1925

Il 4 luglio 2014 la società militante in Promozione chiamata Sporting Nola cambia denominazione in S.S. Nola 1925. Dopo 18 anni la città riabbraccia la storica denominazione pronta a scrivere nuovi capitoli ricchi di futuri successi.

 

(contenuti tratti da Wikipedia)